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Moggio Udinese
Il territorio moggese occupa una vasta porzione del settore alpino nord-
· La Storia
Le origini di Moggio sono remote. Alcune monete romane trovate nel chiostro abbaziale e sul colle di Santo Spirito attestano l’esistenza di insediamenti romani. Ulteriore conferma è la pietra sepolcrale inserita in un pilastro del chiostro di indubbia origine romana. Non si può escludere che precedentemente ci fossero insediamenti Celto-
1119 Il patriarca di Aquileia Voldarico fa consacrare il monastero di San Gallo da Andrea, vescovo di Emona. Il primo abate è Bebolfo e i frati sono benedettini dalla veste nera.
1329-
centoquarantasei proprietà fondiarie, di cui centouno in Friuli e quarantacinque in Carinzia; la piena giurisdizione spirituale, alla dipendenza diretta della S. Sede, sulle chiese del Canal del Ferro, della Val di Gorto, Osoppo, di Dignano, di Flaibano e di San Martino in Feistritz, e la giurisdizione temporale, quale feudataria del Patriarca di Aquileia.
1761 Daniele Delfino, penultimo abate commendatario, fa costruire la nuova chiesa abbaziale barocca sul sito della precedente chiesa gotica, di cui è conservato il battistero e il campanile.
1773 Il Senato Veneto sanziona la fine dell'abbazia di Moggio. I beni abbaziali sono acquistati per quarantaquattromilla ducati dai signori Mangilli e Leoni, che assumono il titolo di Marchesi di San Gallo. La giurisdizione ecclesiastica passa all'arcivescovo di Udine

Nel corso della storia Moggio ha subito numerosi saccheggi e distruzioni, sia per i numerosi eventi bellici che si sono succeduti, sia per i terremoti che lo hanno colpito. Di questi, due in particolare vengono ricordati: il primo nel 1511 ed il secondo, più recente, nel 1976. Ma nonostante le disavventure il monastero e tutto il paese di Moggio si è sempre risollevato e ciò ha consentito la sua sopravvivenza ed il mantenimento, per le generazioni future, di tutta la sua bellezza.